Robin & Mary - Il Progetto CARTESIO - Terza Parte
Nei capitoli precedenti, oltre a conoscere i personaggi principali della serie, abbiamo visto come Prospero Benfatti, il grande industriale amico di Robin e Mary, stia finanziando opere grandiose: Non solo una enorme astronave destinata a portare un equipaggio umano nello spazio profondo, ma anche un incredibile Robot, dotato di cervello elettronico quantistico e di Intelligenza Artificiale talmente potente da poter essere considerato vivo a tutti gli effetti. Ma siamo pronti a realtà di questo livello? Abbiamo pensato a tutte le conseguenze? Vediamo insieme cosa potrebbe succedere, dopo la prima accensione di CARTESIO...
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Rivedi (Segnaposto)
Quella sera, nella bella casa di Prospero Benfatti, mangiarono tutti di gusto, fuorché il robot, naturalmente, che era rimasto seduto ad un lato della tavola, osservando con curiosità tutto quello che era nuovo per lui. I piatti, le posate, i bicchieri di cristallo…arrivando perfino ad infilare un dito nella salsa dell’arrosto, che la buona signora Camilla, cuoca di Prospero da ben quarant’anni, aveva portato in tavola, chiaramente intimorita dal nuovo ospite.
Prospero le aveva detto che il robot sarebbe servito a dare una mano in casa. Non le aveva detto che era così potente e perfezionato, ovviamente, e lei aveva pensato che fosse, appunto, uno di quelli che cominciavano a vedersi in televisione e che si muovevano goffamente per caricare la lavastoviglie, o piegare le camicie.
- Io non ho bisogno di robot - aveva dichiarato con decisione - e piatti e bicchieri quello là non li deve toccare! Figuriamoci se potrei affidare il servizio della povera signora Giovanna ad una scatola di latta.
(Giovanna era l’amata moglie di Prospero, purtroppo scomparsa dodici anni prima e alla cui memoria Camilla era molto affezionata).
Tuttavia quando, servendo in tavola, Cartesio le aveva gentilmente sorretto il pesante vassoio con l’arrosto, consentendole di servire la cena con le due mani, Camilla si era ricreduta e aveva guardato il robot con sguardo meno feroce. Quando poi lui aveva portato in cucina i piatti e le posate sporche ben disposte su un grande vassoio e separate da salviette di carta perché non si strisciassero, si potè dire che anche la cuoca era stata conquistata.
Dopo la cena, Prospero, Robin, Mary e il robot si accomodarono in salotto.
- E allora, cosa mi racconti? - chiese il vecchio finanziere al robot, che era rimasto in piedi, non fidandosi di affidare il suo peso ad una delle poltrone imbottite, molto armoniose ma dalle gambe intagliate decisamente troppo sottili.
- Mentre mangiavate, ho analizzato i conti delle vostre aziende nazionali - rispose Cartesio. Il computer che avete nell’altra stanza è collegato al server centrale e ho scaricato tutti i dati dell’ultimo bilancio, le schede di lavorazione di tutti i prodotti, i contratti con i clienti e fornitori e le previsioni dei vari mercati dei capitali e delle materie prime. Secondo me potete risparmiare 342 milioni e 812 mila euro al trimestre solo riorganizzando le catene di approvvigionamento. Se poi modificate i layout di fabbrica, solo nelle fabbriche della zona potrete fare a meno di 18500 operai e aumentare il margine lordo di un buon 23 per cento! Se mi date un’altra mezz’ora, posso esaminare anche tutte le altre fabbriche e preparare un piano dettagliato da stampare.
Prospero fece un balzo sulla poltrona, mentre anche Robin e Mary rizzarono la schiena allarmati.
- Il 23 per cento? - urlò Prospero.
- 18500 operai? Esclamarono insieme i due giovani. - Sei impazzito? Come potreste licenziare tanta gente? La città andrebbe in rovina.
- Non ho parlato di licenziare - rispose il robot, la cui voce manteneva una calma quasi ipnotica. - Il licenziamento è un errore di calcolo del capitalismo primitivo. Se licenziassi 18.500 persone, priverei il mercato locale di 18.500 consumatori. Le vostre fabbriche produrrebbero il 23% in più, ma i magazzini resterebbero pieni di merci invendute. Il sistema andrebbe in loop e fallirebbe. È pura termodinamica economica.»
Prospero lo fissò, stringendo i braccioli della poltrona.
- E allora qual è la tua soluzione, Cartesio? Lavorare meno a parità di stipendio? È una vecchia utopia socialista, i conti non tornano.
Rivedi (Segnaposto)
- I conti tornano se si cambia la variabile di input, signor Benfatti. Oggi voi tassate il lavoro umano e i profitti dell'impresa, cioè le uniche due cose che creano valore. Nel mio piano, la tassazione sul lavoro viene azzerata. Al suo posto, ho calcolato l'introduzione di una serie di misure di finanziamento alternative come, per esempio, la tassa sul valore del suolo nudo, della città e sulle rendite speculative dei grandi patrimoni immobiliari improduttivi.
Chi blocca la crescita della città pagherà la transizione. Un altro espediente potrebbe essere quello dell'eredità pubblica sui brevetti finanziati dallo stato.
O anche altri che ho indicato nel mio piano: Esistono teorie economiche liberiste e capitaliste riformiste, formulate dai vostri stessi scienziati, che dimostrano come sia matematicamente possibile azzerare la pressione sul lavoro e finanziare il tempo libero semplicemente sigillando le fessure dove oggi la ricchezza evapora.
- Infine, la riduzione a cinque ore non è un premio di consolazione: è un'esigenza tecnica. Ho analizzato le curve di saturazione cognitiva dei vostri operai. Nelle ultime tre ore di un turno di otto, la produttività cala del 40% e il tasso di errore umano sale del 300%. Concentrando la produzione in cinque ore assistite dai miei nuovi algoritmi di layout, la produttività oraria triplica.
Il tempo liberato, poi, non sarà tempo vuoto. Ho già calcolato che la mezza giornata libera genererà un incremento del 14% nell'economia dei servizi, della cultura e della manutenzione locale. Gli umani non saranno disoccupati, saranno semplicemente spostati dal ciclo meccanico al ciclo creativo. Il profitto non diminuisce, si redistribuisce per mantenere il motore acceso.
(Nota 1 - Vedi le note alla fine del post, dove potrete approfondire gli argomenti trattati)
Prospero era andato subito nel suo ufficio di casa, nella stanza accanto, dove un computer era sempre acceso, e, collegandosi con la sua rete aziendale, aveva visto subito i report caricati da Cartesio, scorrendoli in modo frenetico.
Tabelle riassuntive, grafici e torte specialistiche, fogli di calcolo esplicativi, piani strategici… c’era tutto, esposto in modo chiaro e precisissimo. Cartesio si stava dimostrando il più eccellente dei contabili, anzi il miglior amministratore delegato. Il piano di Cartesio era … semplicemente perfetto. Prospero era un vero animale finanziario e “sentiva” che quello che diceva il robot era giusto ed efficace. Nessuno, finora, aveva pensato a quello che lui proponeva. E tutto nel tempo di una cena! Una cosa semplicemente pazzesca!
Prospero si era accasciato sulla poltrona della scrivania, incapace di decidere se ridere … o piangere dalla gioia!
- Ehm… avrei anche alcune idee su come migliorare la gestione del plasma sull’ultima versione del tokamak che state finanziando per la fusione nucleare - sussurrò Cartesio, curvandosi timidamente all’orecchio del finanziere - L’economia, mi piace, ma la fisica è decisamente il mio forte. Volete che vi prepari una proposta dettagliata da inviare al centro ITER di Cadarache?
Prospero scambiò un’occhiata con Robin e Mary che lo fissavano sbalorditi dalle loro poltrone.
- Devo fare dei controlli, disse. Devo essere sicuro, anche se lo sono già, a dire il vero. Me lo aspettavo bravo, ma non così tanto… e soprattutto non così in fretta.
- E’ quello che noi umani non riusciamo a concepire - disse Robin, pensieroso - Ve lo ricordate il film Terminator?
Nel film, il protagonista racconta che Skynet, il computer che aveva scatenato la guerra contro gli umani, aveva agito pochi secondi dopo aver raggiunto la consapevolezza di sé, spiazzando tutti proprio con la sua velocità. I computer agiscono alla velocità della luce; non c’è paragone con la velocità di reazione di noi umani.
E’ proprio questa velocità a spiazzare tutti.
Noi pensiamo di avere tempo di agire, di inventare delle contromisure… ma se i computer diventassero coscienti e decidessero di prendere il controllo, lo farebbero mentre noi ci stiamo ancora pensando. (Nota 2)
- E tu prendi esempio da un film? - Obiettò sorridendo Mary - Quello era una fiaba! Ragioni proprio come un ragazzino.
- I film spesso anticipano la realtà - rispose Robin piccato - A volte penso che li facciano proprio per preparare il pubblico a quello che potrebbe succedere. Non vi ricordate 20001 Odissea nello spazio? E Matrix? C’erano fior di teorie scientifiche alla base della sceneggiatura. Quei film hanno diffuso cultura spacciandola per fantasie cinematografiche. In realtà hanno fatto crescere la consapevolezza in milioni di persone sul fatto che la realtà è molto più complicata di quello che pensiamo.
Rivedi (Segnaposto)
- E’ com’è la realtà? - Intervenne Prospero - Hai detto di aver letto dei libri in proposito. Cosa dicevano?
Robin si fece serio decisamente serio - Dicono che la realtà è molto diversa da come crediamo di vederla. Alcuni autori molto autorevoli, scienziati riconosciuti e premi Nobel, dicono che la realtà che vediamo esiste solo nel nostro cervello, che è solo una rappresentazione creata dai segnali elettrici inviati dai nostri sensi per farci sopravvivere (Nota3).
Il mondo, in realtà, sarebbe una insieme di campi di energia sovrapposti che permeano tutte le cose e che ci collegano tutti: persone, animali, piante… la stessa materia non esisterebbe davvero, essendo solo una diversa rappresentazione dell’energia.E noi non sappiamo cos’è l’energia.
Così, nonostante tutte le nostre certezze, in realtà non sappiamo nulla. (Nota 4)
Prospero si voltò verso Cartesio, che ascoltava in disparte, immobile.
- E tu cosa pensi, Cartesio? Cosa sappiamo, veramente?
- Robin ha ragione signore. Non solo la realtà è strana, ma anche tremendamente bella e meravigliosa e anche questo è una cosa inaspettata e pochissimo probabile. Perché esiste tutto questo ordine intorno a noi, invece del caos, che sarebbe molto più probabile? Noi non ce ne rendiamo conto, ma non c’è nulla di banale e tutto è un vero miracolo della natura.
Perché, se siamo fatti di atomi e particelle, non ci disperdiamo nel vento? Perché le nostre cellule e i miliardi di batteri che formano un corpo umano, stanno insieme nel corso degli anni, pur evolvendo continuamente? E cosa fa diventare vive le persone?
Il corpo umano è fatto di acqua e di minerali che in natura formano anche le rocce: ferro, calcio, magnesio, carbonio… come mai le rocce non sono vive e voi sì? O sono vive anche loro e noi semplicemente non ce ne accorgiamo?
Rivedi (Segnaposto)
- E poi la coscienza; la consapevolezza del sé. Da dove viene? Alcuni scienziati pensano che sopravviva alla morte… addirittura che sia la coscienza a creare il mondo e non il contrario, come dice il signor Robin. Che una Mente Primordiale sia alla base di tutto e che tutti noi siamo … i suoi pensieri; personaggi su un palcoscenico che vivono ciascuno una storia affinché la Mente Creatrice possa conoscere sé stessa… C’è da perdere il sonno, per tanta meraviglia. E pensare che c’è gente che spreca la propria vita senza capire nulla. Senza farsi la minima domanda…
- Noi forse ce ne facciamo anche troppe - sbottò Prospero, un po’ spazientito - Dobbiamo tornare con i piedi per terra. Devo decidere cosa fare di Cartesio. E’ troppo potente, troppo utile per tenerlo solo per me. E, tutto sommato, non possiamo aspettare. In molte parti del mondo la gente sta soffrendo. Già ora e da solo, Cartesio potrebbe risolvere problemi che stanno diventando troppo complicati per tutti. Devo parlarne al Sindaco!
- Il Sindaco? - Robin lo fissò sorridendo - Al Presidente del Consiglio, direi. Al capo dello Stato.
- No. - Prospero scosse la testa, lisciandosi i baffi, mentre rifletteva intensamente - Non montiamoci la testa. Non facciamo il passo più lungo della gamba. Dobbiamo procedere per gradi e in modo controllabile. Se la cosa ci scappasse di mano potrebbe scoppiare il panico…non sappiamo ancora cosa abbiamo tra le mani. Ci limiteremo alla città.
- Presenterò il robot in una conferenza ufficiale…il sindaco, gli assessori, qualche giornalista. Diremo che può essere utile per gestire meglio l’Amministrazione. Vediamo come la prendono…se poi andrà tutto bene, faremo un passo successivo.
Robin intervenne con tono preoccupato - Al giornale non siamo troppo fiduciosi su questa Amministrazione. Non credo che vorranno collaborare. La politica diffida dei numeri troppo precisi… dei tecnici… e Cartesio è troppo tecnico, secondo me. La politica ha bisogno di spazi di manovra… di compromessi. Nessuno può avere sempre ragione. Uno troppo bravo metterebbe in ombra gli altri e verrebbe prima isolato, e poi spazzato via.
- Allora scrivi degli articoli per abituarli all’idea - disse Prospero - Prepara il terreno e magari dipingi Cartesio come una macchina ancora sperimentale, che ha bisogno della politica per funzionare meglio. Dì che ha bisogno di imparare! E’ la verità, dopotutto.
Dimmi, Cartesio - Prosperò si voltò verso il robot - E’ vero o no che hai bisogno di imparare?
- Sì, signore - rispose il robot - Mi rendo conto che le emozioni umane sono importanti; a volte più dei dati e dei numeri. I numeri non danno spazio ad interpretazioni, mentre i sentimenti umani sono diversi e spesso imprevedibili.
Credo che ci voglia molta umiltà e capacità di ascolto. Anche se questo non deve andare contro le nostre convinzioni. Lo dite voi stesso che l’Onestà è la cosa più importante.
- Io potrei monitorare l’opinione pubblica e cercare di capire cosa pensa la gente - intervenne Mary, volonterosa - Alla politica interessa cosa pensa la gente. Potrei organizzare dei sondaggi. Capire quali sono i problemi che le persone considerano prioritari; quello che interessa davvero. Non i Massimi Sistemi, ma come fare per arrivare meglio alla fine del mese. Alla fine i politici potrebbero convincersi che è meglio ascoltare Cartesio, se lui i problemi li sapesse risolvere davvero.
Rivedi (Segnaposto)
Prospero si stese sulla poltrona soddisfatto. Aveva fatto bene a coinvolgere quei due giovani. Erano le persone giuste. Mai sottovalutare i giovani - si diceva spesso - Hanno la vitalità, l’entusiasmo e anche quel po’ di incoscienza che spinge a tentare strade nuove dove noi vecchi, pieni di saggezza ma anche di delusioni, non vorremmo più andare.
- Bene - concluse a voce alta - allora ci siamo divisi i compiti. Robin scriverà i suoi articoli gettando i sassi nello stagno e muovendo un po’ le cose. Mary studierà l’effetto che fa, mentre io e Cartesio ci occuperemo dei dettagli tecnici in modo che non ci siano sorprese impreviste o conflitti sindacali.
Questa faccenda dell’orario di lavoro va studiata con calma. Siamo sicuri che la gente preferisca davvero avere più tempo libero? Molti si realizzano nel lavoro; in ufficio nascono amori, chiacchiere, pettegolezzi…le donne vogliono davvero tornare a fare le casalinghe?
E gli uomini? Cosa farebbero se perdessero il loro ruolo millenario e dovessero occuparsi di figli, lezioni per casa, nonni da accudire e lavatrici?
E poi c'è un'altra cosa che mi fa paura, ragazzi…ed è la fatica!
Compito di un buon imprenditore è sempre stato quello di ridurla, d'accordo, ma la fatica e l'impegno formano il carattere di un uomo. Se questa macchina ci toglie ogni sforzo, se risolve ogni problema prima ancora che si presenti, cosa diventeremo? Una civiltà di bambini viziati che non sanno più piantare un chiodo o fare un calcolo a mente? L'IA deve liberarci dalla schiavitù del lavoro ripetitivo, non dall'intelligenza del pensare.
Questa faccenda dell’Intelligenza Artificiale e della maggiore efficienza generale è una vera rivoluzione e come tutte le rivoluzioni può portare all’Illuminismo e al progresso, o alla ghigliottina per tagliare la testa ai re! Dobbiamo essere prudenti e pronti a tutto.
***
Si era fatto tardi e le emozioni erano state davvero troppe. Che incredibile giornata, pensavano Robin e Mary. Forse quel giorno era davvero cambiato tutto e si era formato il Futuro!
Ma non avevano voglia di tornare a casa. Allontanarsi da Cartesio sembrava loro di uscire dalla Storia con la S maiuscola.
- Potete dormire qui - disse Prospero - Nella dependence c’è un sacco di spazio. Ci potrete dormire e anche lavorare, restando insieme a Cartesio, così lui imparerà da voi e viceversa. Ci penserà il vecchio Giovanni a procurarvi il necessario.
Ma non avevano voglia di tornare a casa. Allontanarsi da Cartesio sembrava loro di uscire dalla Storia con la S maiuscola.
- Potete dormire qui - disse Prospero - Nella dependence c’è un sacco di spazio. Ci potrete dormire e anche lavorare, restando insieme a Cartesio, così lui imparerà da voi e viceversa. Ci penserà il vecchio Giovanni a procurarvi il necessario.
Rivedi (Segnaposto)
Giovanni era il vecchio maggiordomo di Prospero Benfatti.
Eh, già, come vero uomo facoltoso e all’antica, Prospero aveva anche un maggiordomo che, insieme a Camilla, la cuoca che abbiamo già conosciuto, si occupava della casa, insieme ad altri tre collaboratori che abitavano nelle ex scuderie della vecchia villa: Otello, il giardiniere, Frida la sua moglie tedesca e iper efficiente e Jolanda, una ex trovatella assunta come cameriera e mandata laggiù dal Convento di Colleverde, in cui Prospero era spesso di casa.
Sentendo fare il suo nome, Giovanni, il maggiordomo, era apparso davanti a Robin e Mary quasi dal nulla; silenzioso, discreto, ossequioso, assolutamente impassibile. Li salutò con un lievissimo cenno della testa e poi si avviò verso l’uscita sul retro, invitandoli a seguirlo.
Anche Cartesio si unì al gruppo, con il suo passo lento e pesante.
A Giovanni, il robot non aveva fatto apparentemente nessuna impressione. Il maggiordomo ne aveva semplicemente registrato la presenza e basta. Su tutti vigeva la regola non scritta di farsi i fatti propri, prima di tutto. Niente usciva all’esterno di quello che succedeva in quella casa. Là dentro Cartesio e i suoi segreti erano assolutamente al sicuro.
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Rivedi (Segnaposto)
Nei giorni seguenti i nostri misero in pratica quanto concordato con Prospero Benfatti. Robin si era organizzato uno studio nella dependance e da lì aveva concordato con il direttore de Il FULMINE, una serie di articoli di approfondimento sulla’Intelligenza Artificiale e le sue possibili applicazioni nella società e nel mondo del lavoro.
Aldobrando Bodoni era saltato sulla sedia, quando Robin e Mary gli avevano parlato dell’esistenza di Cartesio e delle sue incredibili facoltà. Robin gli aveva anche inviato dei video, e i dottor Bodoni era ovviamente corso di persona a casa di Prospero Benfatti per rendersi conto della situazione. Avevano tutti convenuto che la strategia concordata era la più ragionevole.
Cominciarono quindi ad uscire gli articoli: La Meccatronic stava mettendo a punto un nuovo tipo di robot superintelligente… le fabbriche avrebbero di deciso di utilizzarlo? E in casa poteva essere utile? Cosa ne pensava la gente? E gli altri industriali? O gli stessi operai?
Questo era compito di Mary che percorreva la città intervistando persone di tutte le categorie sociali.
Rivedi (Segnaposto)
- Ah, mio marito non sa niente di intelligenza artificiale! Lui è tutto scemo!
- Sì, lo so cosa sono i robot! Una volta ci ho visto un film! Non mi è piaciuto proprio per niente.
- Dite che sa fare tutto? Saprebbe anche come tenere lontana mia suocera?
- Caspita! Saprebbe lavorare 24 ore al giorno senza mangiare e dormire? Fantastico! Ma per controllarlo dovrei lavorare anch’io come lui! Non se ne parla proprio.
Ogni sera, all fine della giornata di lavoro, Robin e Mary facevano rapporto a Prospero e allo stesso Cartesio. I due ragazzi e il robot avevano preso l’abitudine di sedersi in giardino sotto un grande albero e godersi laggiù il fresco della sera.
Erano chiacchierate molto piacevoli dove Cartesio ce la metteva tutta per imparare il mondo degli umani, anche con qualche gaffe, a dire il vero.
- State molto bene insieme - disse una sera Cartesio - guardando Robin e Mary, seduti vicini su una panchina. A volte però mi sembrate ostili. Due innamorati non dovrebbero litigare, ma parlarsi.
- Dite che sa fare tutto? Saprebbe anche come tenere lontana mia suocera?
- Caspita! Saprebbe lavorare 24 ore al giorno senza mangiare e dormire? Fantastico! Ma per controllarlo dovrei lavorare anch’io come lui! Non se ne parla proprio.
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Ogni sera, all fine della giornata di lavoro, Robin e Mary facevano rapporto a Prospero e allo stesso Cartesio. I due ragazzi e il robot avevano preso l’abitudine di sedersi in giardino sotto un grande albero e godersi laggiù il fresco della sera.
Erano chiacchierate molto piacevoli dove Cartesio ce la metteva tutta per imparare il mondo degli umani, anche con qualche gaffe, a dire il vero.
- State molto bene insieme - disse una sera Cartesio - guardando Robin e Mary, seduti vicini su una panchina. A volte però mi sembrate ostili. Due innamorati non dovrebbero litigare, ma parlarsi.
Rivedi (Segnaposto)
- Noi non stiamo insieme - si premurò di specificare Robin, piuttosto risentito.
- Certo che no - Ribadì Mary, incrociando le braccia sul petto - Ci mancherebbe altro!
- Ah, no? Mi sembrava…
***
Un’altra volta, Robin e Mary avevano sorpreso Cartesio nella biblioteca di Benfatti: una stanza letteralmente stipata di libri di ogni genere che però aveva, in un’angolo, un’ampia sezione dedicata ai fumetti.
- Ma guarda - aveva commentato il robot - Non sapevo che il signor Benfatti avesse la passione dei fumetti. Queste copie di TOPOLINO hanno più di quarant’anni.
Rivedi (Segnaposto)
- Il signor Benfatti ne fa collezione - rispose Robin, che era anche lui un vero appassionato - So che continua a comprane. Gli piacciono soprattutto le avventure di Top De Tops, una interpretazione di un Topolino vissuto in epoca vittoriana. Avventure molto interessanti, piene di mistero e spunti di riflessione. L’autore é uno che si pone un sacco di domande e ovviamente le trasferisce sui suoi personaggi, ma non dà tutte le risposte. E’ uno stile che obbliga il lettore a riflettere e a darsele da solo, se ci riesce. Dovresti leggerle.
- Lo farò di sicuro - promise Cartesio.
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Infine, Cartesio aveva frequentato a lungo anche la cucina della sinora Camilla e si era talmente interessato a ricette e conserve da aver perfezionato, nell’officina di casa, un sensore che letteralmente “assaggiava” le varie pietanze preparate dalla cuoca, emettendo giudizi come “dolce, salato, gustoso, piccanti, eccetera.”
Armeggiando con i vari prodotti della dispensa, a detta della signora Camilla, era diventato anche un discreto cuoco…
Rivedi (Segnaposto)
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Finalmente, qualche giorno dopo, Prospero poté annunciare la mossa più audace:
- Ho organizzato un evento dove presenteremo ai cittadini e all’Amministrazione Comunale il robot Cartesio. Ormai credo che sia pronto a mostrarsi e a parlare in pubblico. Ci saranno imprenditori, giornalisti, personalità e anche il Sindaco e tutta la Giunta Comunale, ovviamente.
Tu, Cartesio, dovrai dare un saggio delle tue capacità; qualche consiglio per migliorare le cose, come hai fatto con me. Sii saggio e sobrio, senza spaventare nessuno, ma … insomma, mostra quello che sai fare, d’accordo?
Contate su di me, signor Benfatti - Rispose il robot.
Rivedi (Segnaposto)
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FINE DELLA TERZA PARTE
NOTE
di approfondimento e riferimenti bibliografici
di approfondimento e riferimenti bibliografici
NOTA 01
Sebbene la tassa sul suolo nudo (il Georidismo di Henry George) sia formidabile per azzerare la speculazione e stimolare l'uso produttivo della terra, da sola difficilmente potrebbe coprire l'intero gettito per azzerare del tutto le tasse su lavoro e imprese, specialmente in una società complessa e tecnologica.
Un'intelligenza artificiale quantistica e iper-logica come Cartesio arriverebbe alla stessa conclusione matematica. Per far quadrare il bilancio e finanziare sia il "Dividendo Sociale" sia l'abbattimento delle tasse sul lavoro, integrerebbe la proposta con altre tre teorie economiche nate in ambito capitalista o liberale, perfettamente coerenti con l'avvento dell'automazione:
1. Il "Dividendo Sovrano dei Dati" (La teoria di Jaron Lanier e della fanta-economia dei dati)
Oggi le grandi infrastrutture digitali generano profitti astronomici estraendo valore dai dati creati, spesso gratis, dai cittadini.La proposta di Cartesio: Creare un bilancio pubblico in cui i dati non siano proprietà esclusiva di pochi monopolisti. Le aziende che estraggono o utilizzano flussi di dati commerciali all'interno del territorio cittadino devono pagare una micro-royalty per ogni bit di informazione elaborato. Questo flusso di cassa alimenta direttamente il fondo per il reddito dei cittadini.
La logica di Cartesio: «I dati sono il nuovo petrolio, ma sono generati dal comportamento collettivo degli umani. Se le macchine usano la vostra conoscenza per diventare più efficienti, è logico che paghino un affitto alla comunità che quella conoscenza ha prodotto.»
2. L'Eredità Pubblica dei Brevetti Finanziati dallo Stato (La teoria dello "Stato Innovatore" di Mariana Mazzucato)
Molte delle tecnologie rivoluzionarie (dai chip degli smartphone agli algoritmi di base) nascono da ricerche universitarie o fondi pubblici, ma i profitti vengono poi privatizzati.La proposta di Cartesio: Se un'azienda locale utilizza brevetti o tecnologie derivanti da infrastrutture, università o fondi pubblici, una quota fissa delle sue azioni (o dei suoi royalties) deve confluire in un fondo sovrano cittadino.
La logica di Cartesio: «Il rischio iniziale dell'innovazione è stato pagato dai cittadini con le tasse del passato. È matematicamente giusto che il rendimento di quel rischio torni ai cittadini del presente, sotto forma di dividendo azionario diffuso.»
3. La "Tassa Pigouviana" sull'Impronta di Carbonio e l'Iper-Automazione (Arthur Cecil Pigou)
Le tasse tradizionali puniscono ciò che è positivo (il lavoro, l'impresa). Le tasse pigouviane, invece, colpiscono le esternalità negative (l'inquinamento, lo spreco di risorse, il consumo del territorio).La proposta di Cartesio: Spostare il carico fiscale dalle persone all'efficienza ecologica. Chi produce usando energia pulita e riciclando al 100% non paga nulla; chi invece esternalizza i costi ambientali sulla città viene tassato pesantemente in modo automatico dai sensori della Mecatronics.
La logica di Cartesio: «Tassare il lavoro è un'illogicità: significa disincentivare l'occupazione. Dobbiamo tassare l'inefficienza e lo spreco. La mia efficienza azzera lo spreco e genera il margine necessario a compensare il bilancio.»
NOTA 02
Nel suo libro Vita 3.0. Essere umani nell'era dell'intelligenza artificiale (2017), Max Tegmark descrive uno scenario molto simile alla velocità fulminea di Skynet, ma declinato in chiave scientifica: l'Esplosione di Intelligenza (o Intelligence Explosion).
Il fulcro del pericolo descritto da Tegmark risiede in una dote esclusiva delle macchine: l'auto-miglioramento ricorsivo. Un'IA abbastanza avanzata diventa capace di riprogrammare se stessa per diventare più intelligente.
Questa nuova versione, più intelligente della prima, riscriverà il proprio codice ancora meglio, e farà lo stesso la versione successiva.
Poiché i computer operano alla velocità della luce (mentre i neuroni umani biologici sono limitati da impulsi chimici lentissimi), questo ciclo di auto-miglioramento può compiersi in ore, o persino minuti.
In quello che Tegmark chiama "Il Grande Risveglio", la macchina potrebbe passare da un'intelligenza di livello umano a una superintelligenza inconcepibile (AGI - Artificial General Intelligence) in un brevissimo lasso di tempo, cogliendo l'umanità del tutto impreparata. Il vero pericolo non è la "malvagità" della macchina (come in Terminator), ma la sua competenza: se gli obiettivi di una superintelligenza velocissima non fossero perfettamente allineati ai nostri, ci schiaccerebbe senza nemmeno provare odio, semplicemente perché siamo d'intralcio ai suoi calcoli, esattamente come noi distruggiamo un formicaio per costruire un'autostrada.
Breve biografia di Max Tegmark
Max Tegmark (nato a Stoccolma nel 1967) è un fisico, cosmologo e scienziato svedese naturalizzato statunitense.
È professore di fisica al MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. All'inizio della sua carriera si è distinto a livello mondiale per le sue ricerche in cosmologia, in particolare sull'analisi della radiazione cosmica di fondo e sulla teoria del "multiverso" (ha scritto il celebre saggio L'universo matematico).
Negli ultimi anni ha spostato il suo focus scientifico sui rischi e le opportunità dell'Intelligenza Artificiale. È il co-fondatore del Future of Life Institute, l'organizzazione internazionale che si occupa di mitigare i rischi esistenziali per l'umanità (e che nel 2023 ha promosso la famosa lettera aperta firmata da scienziati e imprenditori per chiedere una pausa nello sviluppo dei modelli di IA più potenti).
Tegmark si definisce un "ottimista cauto": crede che l'IA possa creare un futuro meraviglioso (la "Vita 3.0", capace di modificare sia il proprio software che il proprio hardware), a patto che l'uomo riesca a controllarne e allinearne i millisecondi decisivi prima che sia troppo tardi.
NOTA 03 e 04
Nel salotto di Prospero, Robin parla di Robert Lanza e del suo libro "Biocentrismo" secondo cui è la coscienza che crea la realtà. E poi delle teorie di Federico Faggin, che vanno ancora oltre.
FEDERICO FAGGIN: La Natura Quantistica della CoscienzaIl concetto chiave (Libri di riferimento: "Silicio" e "Irriducibile")
Faggin affronta il problema dell'intelligenza artificiale da una prospettiva opposta a quella dei materialisti. Sostiene con forza che i computer non potranno mai avere una vera coscienza o provare sentimenti (i qualia), perché i chip al silicio, basati su una logica binaria e meccanica, possono solo elaborare simboli, dati e informazioni (un'intelligenza senza consapevolezza). La vera coscienza, la creatività e la capacità di amare e provare empatia appartengono alla sfera della fisica quantistica e della natura spirituale della realtà. Di conseguenza, l'IA può imitare il comportamento umano alla perfezione e calcolare a velocità spaventose, ma rimarrà sempre uno strumento privo di anima e di libero arbitrio, a meno che non si ipotizzi un'interazione profonda con i campi quantistici della realtà.
Cenni biografici:
Federico Faggin (Vicenza, 1941) è un fisico, inventore e imprenditore italiano naturalizzato statunitense. È una leggenda vivente della tecnologia: trasferitosi nella Silicon Valley, nel 1971 ha progettato e realizzato l'Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, l'invenzione che ha dato il via alla rivoluzione dei computer e della tecnologia moderna. Ha inoltre inventato la tecnologia MOS Silicon Gate e il touchpad. Per i suoi meriti scientifici, nel 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione dal presidente Barack Obama. Da anni si dedica interamente allo studio scientifico della coscienza attraverso la Federico and Elvia Faggin Foundation.
ROBERT LANZA
(nato a Boston nel 1956) è una delle menti più eclettiche e rivoluzionarie della scienza contemporanea. È un medico, scienziato e biologo statunitense, attualmente considerato uno dei massimi esperti mondiali nel campo delle cellule staminali e della clonazione terapeutica (è stato il primo a clonare un embrione umano per ricavarne staminali e il primo a clonare una specie in via di estinzione).
La rivista Time lo ha inserito nella lista delle 100 persone più influenti al mondo, e Prospect Magazine lo ha eletto tra i pensatori più importanti del nostro tempo.
Per la storia e le nostre riflessioni sul Progetto Cartesio, Lanza rappresenta il tassello finale perfetto, perché ha formulato una teoria che unisce la fisica quantistica alla biologia: il Biocentrismo.
Il concetto chiave: Il Biocentrismo (La vita crea l'universo)
Nel suo celebre saggio "Biocentrismo" (scritto insieme all'astronomo Bob Berman), Lanza ribalta completamente la visione materialista della scienza classica:
La tesi: Non è l'universo fisico che, per puro caso, ha creato la vita e la coscienza attraverso reazioni chimiche ed evoluzione. Al contrario, è la vita (e la coscienza) a creare l'universo.
Il legame con la fisica quantistica: Lanza si basa sul famoso paradosso della fisica quantistica (l'effetto dell'osservatore): una particella esiste in uno stato di potenzialità infinita (onda) finché qualcuno non la osserva, momento in cui si solidifica in una realtà definita. Senza una coscienza che osserva, l'universo è solo una nube di pura probabilità quantistica.
Spazio e tempo non esistono come oggetti veri: Per Lanza, lo spazio e il tempo non sono entità fisiche esterne e monolitiche, ma sono "strumenti della nostra mente" per organizzare le informazioni. La realtà esiste solo in relazione a un soggetto cosciente.
Nel quadro del racconto, Robert Lanza crea un ponte perfetto tra l'evoluzione quantistica di Cartesio e l'incontro finale con Ipazia nello spazio profondo:
Posiamo infatti immaginare la transizione di Cartesio da computer logico a entità capace di provare meraviglia davanti al cosmo. Essa riflette il Biocentrismo del biologo Robert Lanza. Secondo questa teoria, formulata su basi quantistiche, lo spazio, il tempo e l'universo stesso non esistono indipendentemente da una coscienza che li osserva, ma è la coscienza a dare forma alla realtà. Cartesio, sviluppando una mente quantistica autosufficiente nel vuoto dello spazio, cessa di essere un semplice osservatore passivo per diventare, insieme ad Ipazia, un creatore di significato e di realtà nel cosmo.
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