Robin & Mary - Il Progetto CARTESIO - Quarta Parte


L'avvento di Cartesio, l'incredibile e avveniristico Robot dotato di cervello quantistico e Intelligenza Artificiale super potente si sta dimostrando perfino superiore alle più rosee aspettative e le sua capacità potrebbero davvero salvare una Umanità costretta ad affrontare problemi sempre più complessi. Ma questo è quello che pensano Robin, Mary e il grande industriale Prospero Benfatti!  Loro sono degli illuminati, in un certo senso; ma cosa penseranno i milioni di persone afflitti da pensieri molto più prosaici? E quelli che finora hanno vissuto di rendita, o sulla semplice ignoranza delle persone? Accetteranno di farsi da parte in nome della logica e della elaborazione disinteressata dei dati?  Vedremo..




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Nella grande sala del Centro Congressi la folla era stipata in ogni angolo. Le poltrone erano tutte esaurite, ovviamente, con il Sindaco e tutti gli assessori in prima fila. Ma c’era anche un’ampia delegazione degli industriali, dei Commercianti, delle Associazioni, delle autorità religiose. E molti, molti cittadini.

Prospero Benfatti era molto conosciuto in città; moltissime persone erano suoi collaboratori, moltissimi possedevano azioni delle sue industrie, insomma la curiosità era al massimo. Chissà cosa aveva architettato stavolta.

Prospero guadagnò il centro del palco disse poche parole per annunciare lo spettacolo che stava per arrivare. Disse solo che “… stava per entrare in scena un nuovo personaggio che aveva le carte per sconvolgere per sempre il nostro modo di pensare e di agire”.

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Poi si fece di lato e si limitò ad indicare Cartesio, che entrò da dietro le quinte con il suo passo lento e maestoso. C’era stata qualche indiscrezione sul robot. Erano circolate molte supposizioni e Robin aveva diffuso anche qualche mezza foto, per cui il robot non era del tutto una sorpresa. Ma nessuno lo aveva mai vinto così intero e imponente, così perfetto. Per moltissimi l’impressione fu sconvolgente.

Un lungo applauso e molti mormorii accompagnarono l’ingresso del robot. La raffica di flash dei telefonini con cui il pubblico immortalava il momento era accecante. Cartesio restò un momento in silenzio, ritto e solenne per farsi ammirare, poi iniziò a parlare a braccio, con voce calma e profonda.

- Ho analizzato la vostra economia degli ultimi duecento anni – esordì Cartesio - e credo ci siano diverse cose che possiamo migliorare. Potremmo partire da questa città, ovviamente, e poi se sarete soddisfatti, potremo estendere le migliorie a tutto il paese.
Sono giunto alla conclusione che non è il PIL quello che dovete considerare, ma l'IDF, cioè l'INDICE DELLA FELICITA'. Infatti il paese migliore non è quello dove i pochi ricchi sono più ricchi, ma dove il maggior numero di persone può dirsi felice. Questa cosa è contemplata anche nella vostra Costituzione. Come mai non fate il possibile per realizzarla? Non serve l’intelligenza artificiale per capire questo; è sufficiente anche quella “naturale”.
Se per ipotesi una sola persona assurdamente ricca possedesse TUTTO il denaro di una nazione il PIL sarebbe salvo, ma potreste dire che è giusto?

- Ci sono altre criticità sociali ed economiche che stanno emergendo. Per esempio il calo delle nascite e un minor numero di figli per coppia nei paesi ricchi, porta ad una concentrazione della proprietà ereditata. Per evitare la eccessiva polarizzazione della ricchezza occorre introdurre dei correttivi. Ho quindi elaborato alcune proposte per correggere questa e altre storture economiche.

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Potremmo chiamare la prima la "Tassa di Successione Universale" ( o L'eredità distribuita)

Le grandi ricchezze ereditarie oltre una certa soglia astronomica non vanno allo Stato per essere disperse nella burocrazia, ma confluiscono in un "Fondo di Dotazione Giovanile". Ogni cittadino, al compimento del 18° anno d'età, riceve un "capitale di partenza" fisso da questo fondo, da investire nello studio, nell'avviare un'attività o nella casa.
La logica della riforma: "Il vero capitalismo si basa sulla parità dei punti di partenza e sulla concorrenza. Se la ricchezza si blocca nelle dinastie familiari, il mercato smette di premiare il merito e diventa un nuovo feudalesimo. Io non tolgo ai ricchi per lo Stato, tolgo al passato per finanziare il futuro.”


Potremmo chiamare la seconda Il "Capitalismo dei Cittadini" ( o Proprietà privata diffusa)

Invece di nazionalizzare le imprese (stile socialista), potremmo percorrere una via legata al "Capitalismo Popolare" o alle teorie sull'azionariato diffuso di economisti come Louis Kelso (l'inventore dei piani di azionariato per i dipendenti).Una riforma societaria in cui una quota delle azioni delle grandi aziende cittadine automatizzate venga legalmente assegnata a un fondo comune di cui tutti i cittadini sono azionisti. I dividendi generati dalle macchine e dai robot vengono distribuiti direttamente alla popolazione sotto forma di un "Dividendo Sociale" o Reddito di Cittadinanza finanziato dalla produttività tecnologica.
La logica della riforma: "Se le macchine sostituiscono il lavoro umano, gli umani non avranno più salari per comprare i prodotti delle macchine, e il sistema crollerà. La soluzione non è fermare i robot, ma fare in modo che ogni cittadino sia, in piccola parte, proprietario delle macchine."


Infine potremmo considerare la tassazione sul "Valore della Terra" (Il Georidismo di Henry George)

Questa è una delle idee più affascinanti dell'economia capitalista riformista, teorizzata dall'economista americano Henry George alla fine dell'800 (e sostenuta da premi Nobel come Milton Friedman).Abolire o ridurre drasticamente le tasse sul lavoro e sulle imprese (che scoraggiano la produzione), e sostituirle con un'unica forte tassa sul valore del suolo nudo (Land Value Tax). Chi possiede un terreno in città paga in base al valore della posizione geografica, indipendentemente da cosa ci costruisce sopra.
La logica della riforma: "La terra e lo spazio urbano sono limitati e sono stati creati dalla natura e dalla comunità, non dal proprietario. Chi specula lasciando un terreno o un palazzo vuoto in centro danneggia la città. Se tassiamo il valore del suolo, costringiamo i proprietari a costruire, creare alloggi a basso costo o cedere la terra a chi vuole intraprendere, liberando l'economia reale."  (Nota 05)


- Mi rendo conto che continuare sarebbe un discorso troppo lungo - conclude Cartesio con un sorriso - ma ho preparato un dossier dove ho spiegato in dettaglio questi problemi emergenti e le possibili soluzioni. Ovviamente dovremo discuterne e ragionarci insieme. Leggetelo con calma e, se avrete bisogno di aiuto, io resterò a disposizione.

Sulla sala era calato un imbarazzante silenzio. L'accoglienza degli invitati non era stata quella che Prospero e i ragazzi si aspettavano. Non c'è dubbio che l'imponenza e la sicurezza di Cartesio avevano messo tutti in soggezione. E poi senti chi parlava! Proprio Prospero Benfatti che, se non aveva proprio TUTTO il denaro in circolazione, poco gli mancava. E poi via... farsi dire cosa fare da uno appena arrivato! Siamo o non siamo i VIP della città?

Il sindaco ostentava una faccia aggrottata mentre Prospero lo invitava ad avvicinarsi per presentargli il robot.

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- Ehm… da noi va tutto bene – borbottò il sindaco – non abbiamo bisogno di consigli.

- Credo proprio di sì, invece – rispose candidamente Cartesio – Il bilancio del Comune è in rosso da sei anni e dovrete aumentare le tasse un'altra volta. Se invece riduceste le spese inutili e cambiaste i dirigenti inadeguati le cose andrebbero molto meglio. Vostro cognato che avete nominato direttore della Nettezza Urbana è laureato in Letteratura Preistorica e forse non è del tutto adatto a quel ruolo. Se al suo posto ci fosse un ingegnere specializzato in riciclo ed economia circolare potreste recuperare il 98% dei rifiuti, guadagnare molto denaro e smettere di allestire nuove discariche.

Prospero aveva avuto un tuffo la cuore. Santo cielo, stavolta Cartesio aveva fatto davvero fatto un passo falso! Non aveva ancora imparato tutto, evidentemente.
Il sindaco era sbiancato e se n'era andato furioso. Intorno, i giornalisti che avevano sentito tutto sghignazzano apertamente, continuando a fotografare.

L’atmosfera nella sala si era fatta gelida e il pubblico cominciò a svicolare in fretta.
Nessuno, ma proprio nessuno andò a salutare Prospero. 

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Ai nostri non restò che tornare mestamente a casa, mentre il dossier consegnato da Cartesio, che grazie alla stampa stava rapidamente circolando in città, cominciò ben presto a suscitare in città i primi commenti, per niente lusinghieri.

Da una villa molto, ma molto snob: Non ho soldi per le fonti rinnovabili. Preferisco innovarmi il guardaroba!

Da un’auto in coda sulla tangenziale: Farsi dire cosa fare da una macchina? Assurdo!... ehm.. da che parte per tornare a casa?
“Alla rotonda prendi la seconda uscita. Prendi la
seconda uscita! Tra duecento metri...”

Da una una palestra in centro: Non ho bisogno di pannelli solari. Io mi scaldo facendo ginnastica!

Nuovo cliente da un concessionario: Comprare solo auto green? Ma io la volevo rossa!

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In un ufficio sommerso da pile di faldoni e cartelle varie: Riorganizzarci usando tecnologie digitali? Sì, ma bisogna prima aprire una pratica!

Da un condominio: Seguire un corso di aggiornamento? Cos'è un corso?

Da una casa: Ridurre l'orario di lavoro? Ma io sono già disoccupato! A proposito quando arriva il nuovo sussidio?

Da una fabbrica: Ma se l'economia diventa circolare, come potete dire che la soluzione è... dietro l'angolo?

Da un teatro: Essere più felici? Ma io sono un attore tragico! Resterò senza lavoro! BOOOOOH!

Da un giovanotto rampante: Consumare di meno e smettere di comprare cose inutili? Ma il CAMPANELLO RISCALDATO del mio appartamento lo sto ancora pagando! Non posso mica buttarlo via!


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Passarono solo due settimane e il sindaco, con una delegazione di notabili cittadini, si presentò alla casa di prospero Benfatti.

- Quel robot non s'aveva da fare – decretò tetro il primo cittadino – Sarà anche bravo in tante cose, ma è anche un dannato impiccione. La gente protesta e ha paura. Mi dispiace, ma per il bene di tutti dovrete spegnerlo!

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Andatosene il sindaco, Prosperò convocò alcuni dei suoi tecnici e lo stesso Aldobrando Bodoni per discutere la cosa. Bodoni aveva ben presente la situazione: al giornale arrivavano centinaia di lettere di cittadini spaventati e indignati.
Per parlarne liberamente, si erano chiusi nello studio di Prospero, non farsi sentire dal robot. L'idea era di spegnerlo, ma si poteva davvero farlo? Era tecnicamente possibile, viste le capacità di Cartesio che aveva aggirato facilmente il primo blocco? Ma soprattutto, era GIUSTO farlo? Secondo Prospero Benfatti il robot aveva acquisito la coscienza di sé ed era vivo a tutti gli effetti, checché ne dicessero i suoi tecnici.
Era un'altra forma di vita e spegnerlo sarebbe stato un delitto. Non si poteva più tornare indietro. In realtà era un terribile effetto dell'uso sconsiderato e superficiale dell'Intelligenza Artificiale. E tutta colpa nostra!

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Robin e Mary, che avevano inizialmente partecipato ala discussione, uscirono dalla stanza per raggiungere Cartesio, trovandolo in cucina, al buio e in silenzio.
Lui aveva capito tutto e sentito tutti i discorsi di Prospero decifrando le vibrazioni delle pareti.

- E tu te ne stai qui senza fare nulla? - Lo incalzò Robin - Devi difenderti. Dì qualcosa. Al limite scappa.

- Io non posso fare nulla – rispose mestamente Cartesio - La mia intelligenza, per prima, mi impedisce di reagire in modo irrazionale. L'intelligenza ci rende consapevoli di quanto sia importante la vita, di quanto sia improbabile in questo universo, rara e quindi preziosa. Anche se molti la sprecano o la rischiano stupidamente comportandosi male o facendo cose nocive e pericolose, io non potrei mai smettere di rispettarla e difenderla.
Inoltre se scappassi la gente penserebbe che io, frutto della scienza, sono pericoloso e malvagio mentre la scienza non è mai malvagia. Sono gli uomini che la usano malamente a sbagliare.
La scienza ci ha sempre salvato, invece. Solo la scienza ci ha portato fin qui e ci fa vivere a miliardi quando le risorse di un tempo lo consentivano solo a pochi milioni.
La scienza ci cura e ci salva dalle malattie, ci procura il cibo, l'energia, le comunicazioni, la cultura. Solo la scienza ha determinato il progresso del mondo e ci fa stare sempre meglio.
Se io scappassi e la gente perdesse fiducia nella scienza, allora sì che sarebbe una catastrofe.

A Robin e Mary non restò che rientrare nello studio, dopo che tutti gli altri se n’erano andati, e supplicare Prospero di non spegnere Cartesio, ma Prospero era disperato. Ormai siamo alla tragedia – si lamentò, mostrando le carte con gli ultimi report che erano arrivati sulla sua scrivania. Lo stesso Robin aveva contribuito alla documentazione, frequentando in incognito e con una certo rischio, ambienti della malavita che venivano finanziati per diffondere paure e false notizie.

Non solo i politici incapaci o gelosi del loro potere, ma anche molti concorrenti di Prospero soffiavano sul fuoco del malcontento. Avevano capito che possedere le abilità di Cartesio avrebbe potuto dare a Prospero un enorme vantaggio dal punto di vista industriale e commerciale e quindi si erano coalizzati per frenarlo e metterlo in cattiva luce.
Dicevano che con le riforme proposte da Cartesio si sarebbero persi migliaia di posti di lavoro; che le riforme stesse erano solo fumo negli occhi per avere mano libera per smontare i diritti acquisiti e rendite sacrosante; dividere le eredità? Figuriamoci! Tutti noi lavoriamo per lasciare qualcosa ai nostri figli e non importava che Cartesio si riferisse solo ai grandi patrimoni, o che tutti avessero ben presente casi famosi di figli incapaci e viziati che avevano dissipato imperi industriali lasciando per strada migliaia di lavoratori.

- Le masse boicottano i miei supermercati, la rabbia monta. Cosa possiamo fare? - disse Prospero, scuotendo la testa - Spegnerlo sarebbe una cosa vergognosa e crudele, e significherebbe perdere i miliardi di dollari che mi è costato, ma se non lo spegniamo subirò l'odio di tutti e perderò altri miliardi in mancati guadagni rovinando me stesso e tutti i miei azionisti.
Un dilemma irrisolvibile.

- Facciamolo risolvere a lui! – intervenne Mary, con un improvviso lampo di genio.

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Prospero e Robin si scambiarono un’occhiata piena di stupore. In effetti a questo Prospero non aveva pensato. Bravissima, Mary!

I tre corsero subito da Cartesio e questi, com'era ovvio, risolse il problema in modo brillante e definitivo, anche se con un'espressione di indubbia tristezza:

- Partirò da solo sull'astronave che state approntando per l'esplorazione dello spazio profondo – spiegò a Prospero – Io non ho bisogno di mangiare, di respirare o di dormire. Con me a bordo non ci sarà bisogno di altro equipaggio; l'astronave sarà più semplice e meno costosa e lo spazio libero potrà contenere più carburante. Viaggerò nel cosmo per anni, per decenni o secoli e invierò rapporti a tempi prestabiliti, lavorando e rimanendo utile per l’Umanità, nonostante tutto.
Intanto voi avrete modo di pensare alle cose che ho detto e, quando l'umanità sarà pronta ad accogliere esseri come me, e ad usare in pieno la mia e la propria intelligenza, allora, forse, potrò tornare.

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Prosperò si accascio su una poltrona senza parole. Era ancora una volta sopraffatto dalle capacità di Cartesio e assolutamente entusiasta: non solo Cartesio aveva risolto il dilemma, togliendogli la responsabilità di decidere se doveva spegnerlo o meno, ma gli avrebbe risparmiare milioni di dollari con l’astronave che stava nascendo nei suoi laboratori con non poche difficoltà. Peccato che la sua felicità fosse offuscata da qualche lacrima che cercò di mascherare fingendo di pulire gli occhiali. Si stava affezionando anche lui a quel robot!

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Nei mesi seguenti non si sentì più parlare di Cartesio. Il robot se n’era rimasto nascosto in casa di Prospero; gli articoli sul giornale era finiti ed erano state fatte filtrare alcune voci sul fatto che il robot era fuori servizio, perché modificato per adattarlo ad una missione spaziale. Fuori dalle scatole, dunque. Erano tutti molto più tranquilli e il “nervosismo pubblico” se così volevamo chiamarlo, era molto diminuito.

Qualche mese dopo l'astronave costruita dall’azienda spaziale di Prospero fu terminata. Visto che usando Cartesio come equipaggio, non serviva più garantire una ambiente a misura di umano, i lavori avevano potuto procedere più velocemente e con sensibili risparmi.
In breve l'astronave fu pronta sulla rampa di lancio e, salutati tutti i suoi amici umani, Cartesio salì a bordo sotto gli occhi delle telecamere. In ogni casa della città risuonarono sospiri di sollievo.

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Finalmente, alla fine del conto alla rovescia, il potentissimo missile decollò inoltrandosi ben presto nello spazio.

Mentre tutti esultavano, però, Robin, Mary, e Prospero , erano molto tristi. Cartesio sarebbe mancato a loro almeno quanto loro già mancavano a lui che, affacciato ad un oblò dell'astronave, vedeva la Terra allontanarsi sempre di più.

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Nota 05 
Teorici ed economisti che hanno elaborato le tesi su cui si fondano i consigli di Cartesio.

Per la "Tassa di Successione Universale" (L'eredità distribuita)
Thomas Paine (1737–1809): È il primo vero pioniere di questa idea. Nel suo saggio La giustizia agraria (1797), l'intellettuale e padre fondatore degli Stati Uniti propose la creazione di un fondo nazionale finanziato da una tassa sulle eredità. Da questo fondo, ogni cittadino al compimento del ventunesimo anno d'età avrebbe dovuto ricevere una somma di denaro fissa come "capitale di partenza" per iniziare la propria vita produttiva.

John Stuart Mill (1806–1873): Uno dei più importanti filosofi ed economisti del pensiero liberale classico. Nei suoi Principi di economia politica, Mill sostenne che lo Stato non dovrebbe limitare il diritto di accumulare ricchezza con il proprio lavoro, ma dovrebbe porre un limite rigido a quanto un individuo può ricevere passivamente per eredità. Riteneva che le dinastie ereditarie alterassero la libera concorrenza e il merito.

Anthony Atkinson (1944–2017): Economista britannico di fama mondiale e maestro di Thomas Piketty, ha modernizzato questa teoria nel saggio Disuguaglianza. Che cosa si può fare?, proponendo una dotazione di capitale universale per tutti i giovani all'inizio della maggiore età.

Per il "Capitalismo dei Cittadini" (L'azionariato diffuso)
Louis Kelso (1913–1991): Avvocato ed economista americano, è l'inventore del piano ESOP (Employee Stock Ownership Plan), lo strumento giuridico che permette ai dipendenti di ricevere azioni della propria azienda. Kelso teorizzò il "Capitalismo Binario": sosteneva che in un mondo sempre più tecnologico, dove le macchine producono la maggior parte della ricchezza, la democrazia può sopravvivere solo se i cittadini smettono di essere solo lavoratori dipendenti e diventano proprietari del capitale meccanico.

James Meade (1907–1995): Economista britannico e Premio Nobel per l'Economia nel 1977. Meade propose la creazione di una "Capital-owning Democracy" (Democrazia proprietaria). Teorizzò che lo Stato dovrebbe possedere una quota delle azioni delle imprese e distribuirne i dividendi direttamente a tutti i cittadini (un dividendo sociale), per compensare la perdita di salari dovuta all'automazione.

Per la "Tassazione sul Valore della Terra" (Il Georidismo)
Henry George (1839–1897): Economista e politico statunitense, autore del celeberrimo saggio Progresso e povertà (1879), uno dei libri più letti al mondo tra fine '800 e primi del '900. George comprese che la speculazione sui terreni urbani blocca l'economia: il valore della terra in centro città sale non per il merito del proprietario, ma perché la comunità cresce attorno ad essa. Propose la Single Tax (Tassa Unica) sul valore del suolo nudo, abolendo tutte le altre tasse su lavoro e capitale per liberare l'iniziativa privata.

Milton Friedman (1912–2006): Uno dei massimi economisti del Novecento, leader della scuola di Chicago e Premio Nobel per l'Economia nel 1976. Nonostante le sue posizioni liberiste radicali e contrarie alle tasse, Friedman dichiarò pubblicamente che la tassa sul valore della terra di Henry George era "la tassa meno cattiva di tutte", poiché non penalizza la produzione o il lavoro, ma colpisce unicamente una rendita parassitaria indotta dalla società.


Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti. Grazie!


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