Racconto Breve - Perché i fiori sono così belli?
Ho trovato questo racconto in un cassetto, l'ho scritto diversi anni fa. Ho subito quattro operazioni chirurgiche negli anni, un paio piuttosto rischiose, e ho fatto testamento tre volte. Stare in ospedale di notte, quando non riesci a dormire, è altamente istruttivo. Bisogna approfittare di quelle occasioni perché allora arrivano dei pensieri che non riesci ad avere in altri momenti. Dev'essere così che è nato questo racconto che è, in fondo, una riflessione personale. Lo riporto qui perché é un punto di vista. Se volete, qui sotto ditemi il vostro.
Sono morto, non c'è dubbio! Non può essere che così. Come farei a vedere il mio corpo là in basso, disteso sul lettino, e tutti i medici che si affannano intorno? E' come ho visto in televisione su quelle storie di gente che è tornata dall'aldilà. Ho avuto un'altra crisi, mi hanno portato in ospedale... doveva essere un'altro episodio come gli altri già risolti, ma evidentemente qualcos'altro è andato storto e ora eccomi qua, a galleggiare nello spazio e a guardare tutti dall'alto.
Si sta bene, però. Non ho sentito niente... ma sono morto. Cosa succederà, adesso?
Ma guarda, vedo anche fuori della stanza! Quella è Paola, mia moglie. Paola, Paola, guarda su, sono qui!
Non ti preoccupare. E' proprio come dicono. Come abbiamo parlato tante volte. Paola!
Oh, Dio, c'è anche la luce. Il tunnel di luce... che bello!
Paola, c'è anche il tunnel... Paola, non piangere. Non ascoltare quello che ti dice il dottore. Non è brutto, anzi... è addirittura più bello di come speravamo. Paola!
Che luce, non vedo più niente... a proposito, come faccio a vedere? Non ho più gli occhi, no? Sono rimasti con il mio corpo. Tra l'altro erano pure usurati e avevo bisogno degli occhiali. Adesso, invece, ci vedo benissimo. Vedo lontanissimo. Caspita, eppure avevo sempre pensato che lo spirito avesse bisogno del corpo per provare le sensazioni, per arricchirsi prima di tornare spirito ad un livello superiore... allora non è così, o almeno, non solo così. C'è anche di più.
Che meraviglia!
Paola, non piangere, ti prego. Non piangere, io sto bene. Paola, ma non mi senti? Avevi sempre detto che sentivi i miei pensieri... che capivi le cose prima che le dicessi. 48 anni insieme... una vita! Possibile che adesso non senti proprio nulla? Eppure io sto gridando e ti sono vicinissimo. Paola, ti prego, non piangere! Paola!
- Non può sentirti e tantomeno vederti. E' inutile che gridi. Non c'è alcun contatto con la vita di prima.
Tu chi sei, scusa. Non ti avevo visto... ma... ti conosco? Sì, ti conosco, tu sei... Marco, il fratello di Lanfranco! Mi ricordo di te. Saranno passati cinquant'anni, eppure ti penso ancora...sei proprio tu?
- Sì, ciao Gianni. Sono stato anche Marco. Anch'io mi ricordo di te.
Ma... anche Marco? Cosa vuoi dire? Perchè, anche?
- Perchè tu e io siamo stati molte persone. Abbiamo vissuto molte vite. Quindi sono stato anche Marco, esattamente per vent'anni.
Eh, sì. Vent'anni. Io ne avevo diciotto. Che strana la morte, da giovani. Ho realizzato solo dopo, molto tempo dopo che eri morto, scomparso per sempre. Che non ti avrei più rivisto.
Tuo fratello e io ne abbiamo parlato pochissimo... una cosa messa da parte e basta. Invece, soprattutto per tuo padre, dev'essere stato terribile. Perdere un figlio di vent'anni!
Adesso che ho avuto dei figli anch'io, capisco che dolore dev'essere stato. E in così poco tempo, poi. Una malattia così veloce e improvvisa che non vi ha dato neanche il tempo di prepararvi. Mi dispiace tanto per te. E mi dispiace che sono stato tanto stupido da non capire.
- Adesso hai capito. Qualcosa ti ci ha fatto sempre pensare e adesso hai capito. Questo è importante.
Si. Sono contento di vederti che stai bene. Allora è così che funziona? Muore il corpo, ma si continua a vivere come... come spirito, o che cosa? E poi, cosa succede? Tu, se hai vissuto molte vite, perchè hai il viso di Marco?
- Perchè è così che tu mi conoscevi e così mi vedi come vuoi tu.
Come sarebbe, come voglio io? Non come vuoi tu?
- No. Siamo noi che creiamo la realtà. Tutto quello che pensiamo, si realizza. E' così che funziona.
Tutto quello che vogliamo?
- Sì. Tutto quello che facciamo e vogliamo... e quindi pensiamo. E' molto semplice. Non esiste nient'altro che la realtà, ma la realtà è molto più ampia di quella che crediamo quando siamo dentro un corpo materiale. Anche i nostri pensieri sono realtà; i nostri desideri, tutto è realtà. Non c'è bisogno di Dio, o degli angeli, o della Creazione... o meglio, se vuoi, ci può stare anche Dio, gli Angeli, il Paradiso... quello che vuoi. Ognuno può pensare quello che vuole e, siccome il nostro pensiero è quello dell'Universo, allora quello che pensi esiste.
Scusa non ho capito. Vuoi spiegarti meglio?
- La mente è il risultato dell'evoluzione dell'Universo, o meglio é essa stessa l'Universo. Dall'energia del Big Bang si crea la materia, dalla materia inanimata, quella vitale... le piante, gli animali, l'istinto... poi l'uomo, il cervello, la mente, l'autocoscienza, il pensiero. Fa tutto parte dell'evoluzione dell'Universo che quindi, attraverso l'uomo, pensa e comprende se stesso. Il pensiero è la sublimazione della materia. Non si può toccare ma è reale anch'esso e infatti incide pesantemente anche sulla realtà materiale. E' il pensiero che guida la nostra vita materiale che, senza di esso, sarebbe solo istintiva; se pensiamo cose brutte siamo tristi e facciamo magari cose sbagliate; se siamo ottimisti e creativi costruiamo macchine e invenzioni meravigliose che cambiano la nostra vita e quella di altre persone. Se pensiamo guerra e morte distruggiamo le cose... il pensiero è più potente di mille strumenti di ferro... ed è l'unico strumento che costruisce cose eterne, come i concetti e le idee. L'unico capace di capire la matematica, le leggi fisiche, la lingua nella quale è scritta la realtà. Il pensiero è quindi lo strumento che l'Universo ha forgiato per continuare a costruire se stesso, per continuare ad evolversi.
Ma verso dove? Dove andrà la realtà?
- Non lo so. Se non lo sappiamo noi, forse non lo sa neanche l'Universo. Forse non è necessario saperlo. La realtà esiste e basta; da sempre, per sempre. O meglio per ricominciare sempre. In effetti il ciclo, il cerchio, è un metodo perfetto per chiudere il finito nell'infinito. Il giorno e la notte, il sonno e la veglia, la vita e la morte, il Big Bang e il Big Crunch. Ogni volta sembra ricominciare dallo stesso punto, ma non è lo stesso, perchè i cicli precedenti aggiungono esperienze, aggiungono altro tempo e spazio, altre idee, altri pensieri, altra realtà. Quindi si ricomincia per sempre, ma sempre in modo diverso. L'infinito è un pensiero giovane... dobbiamo ancora scoprire interamente il suo valore e il suo significato.
Ma... sono confuso. Non voglio pensare a queste cose, adesso. Voglio restare più... insomma, voglio occuparmi di mia moglie. Perchè non posso parlare con lei? Perchè non possiamo spiegare a chi rimane... sarebbe una bella consolazione, no? Basterebbe così poco...
- Non è possibile. Lo spirito scende nella materia per avere le sensazioni e arricchirsi, ma per farlo pienamente non deve essere condizionato o limitato. Non certo dai ricordi nè dagli affetti di una vita precedente. Tu ora sei il futuro. Lei è ancora nel passato. Nella tua vita precedente tu sei morto e quella realtà non può restare che così. Lei deve fare la sua esperienza... e la sua esperienza é di vederti morto. Di crederti morto.
No, no... lei soffre. Io l'amo. Voglio il suo bene. Non posso lasciarla così. Io l'amo. Voglio che lei sappia come stanno le cose. Devo avvertirla. Deve essere consolata.
- Strano che tu sia così afflitto. Quelli che tornano allo spirito di solito sono più liberi. Dimenticano in fretta quello che è stato e sono pronti ad una nuova esperienza. Tu invece sei rimasto legato alla tua vita precedente... o meglio a lei. Il tuo amore è davvero forte se ti blocca in questo modo. Ti invidio per le esperienze che hai avuto con lei, ma anche ti compatisco. Mi dispiace, ma non posso aiutarti.
Aspetta... cos'è stato? Hai sentito?
- Sì. Un impulso vitale primitivo. Una pianta.
Una pianta? Ma certo, la pianta. Guarda, è quella che Paola ha salvato l'anno scorso. Nel suo compleanno una sua amica le ha regalato una piantina in vaso che dopo tre mesi ha perso tutti i fiori, conservando solo una foglia e uno stelo rinsecchito. Era brutta e volevo buttarla, ma Paola non l'ha fatto. Ha continuato a prendersene cura, a dargli acqua, a metterla fuori di giorno e dentro di notte... e a parlarle! A parlarle come se la pianta fosse capace di capirla. E lei, piano piano, si è ripresa, ha fatto due foglie nuove e due germogli. E' molto rara una rinascita simile con piante da negozio... e adesso sembra luminosa. Guarda, Paola la sta abbeverando come al solito ... e piange pensando a me.
Povera Paola. Come posso dirti la verità?
- Mi sembra che la pianta stia meglio di prima, adesso. Sta crescendo un'altra foglia e sul germoglio sta per crescere un fiore.
E' vero. E' incredibile. Paola, guarda, sono io! Sono io che sto dicendo alla pianta di farsi bella.
Paola, guarda. Sono io che glielo dico.
- Ehi, hai ragione! Guarda l'orchidea come cresce. E non solo quella... guarda l'aiuola davanti all'ingresso. Quei ciuffi di campanule sono meravigliosi.
Sì, sì. Li avevamo visti durante una gita in montagna. Abbiamo trovato il vivaio e li abbiamo piantati qui. Bellissimi. Ma in questa stagione non ci dovrebbero essere fiori e invece... guarda come sbocciano. Ho desiderato vederli in fiore e loro mi stanno accontentando! Con i fiori è possibile parlare, dunque!
- Evidentemente sì. Mi sono sempre chiesto perchè i fiori siano così belli. In effetti sono nati prima dell'uomo e se i loro colori servono solo ad attirare gli insetti per l'impollinazione, non ci sarebbe alcun bisogno che fossero anche belli e armoniosi. Basterebbero profumati e colorati, ma non belli, e invece...
E invece la bellezza serve per comunicare. Non sono il primo ad aver trovato questo mezzo. Non ci sarebbero così tanti bei fiori al mondo. Ecco perchè sono così belli.
Guarda, Paola ha capito. Ha guardato la pianta e poi è corsa alla finestra a vedere l'aiuola. Guarda come piange, ma adesso sono lacrime di gioia! L'ho capito. Ha capito! Paola, amore mio. E' proprio così.
Quei fiori sono per te. E' il mio ultimo regalo perchè tu sia serena.
Addio Paola. Anzi, arrivederci!

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