Le Storie di Crizia - Bullo di classe - Versione con AUDIOLIBRO
Io vado al liceo e la mia scuola é un fabbricato un po' vecchiotto; ma la zona è comoda da raggiungere, intorno ci sono diversi spazi verdi e dentro c'è tutto quello che serve. Purtroppo le persone che la frequentano non sono tutte come vorremmo.
Sapete cosa sono i bulli, no? Oggi se ne parla molto e sembra proprio che ne sia qualcuno quasi dappertutto. Ma a volte le cose vanno diversamente da come ci si aspetterebbe.
Nella mia classe ho molti amici simpatici e mi trovo bene con loro, ma all’inizio non era così. Uno in particolare mi dava proprio sui nervi. Questa storia che sto per raccontarvi riguarda proprio lui ...
Gianni era il classico bullo, figlio di papà, che crede che tutti gli altri siano al suo servizio. In effetti era proprio così che gli aveva sempre insegnato suo padre: l'unico modo per fare strada é far lavorare la gente per te – diceva – e infatti lui ne aveva fatti di soldi, diventando, da semplice operaio, un potente e ricco uomo d’affari.
Suo figlio Gianni era più che mai deciso a seguire la sua strada. Eppure era un ragazzo intelligente e il professor Paletti diceva sempre che avrebbe potuto fare molto di più se si fosse impegnato. Ma Gianni non voleva saperne, così usava tutto il suo tempo per corteggiare tutte le ragazze della scuola. Costringere il povero Luca a fare i compiti anche per lui era un suo punto d’onore e l’unico modo per andare avanti.
Luca é sempre stato il secchione della classe. Mingherlino, occhialuto, timido, é sempre curvo sui libri e, quando non é per sé, é appunto per preparare i compiti di Gianni.
Come quella volta in cui era previsto il compito di fisica e Gianni aveva già detto a Luca che dovevano assolutamente sedersi vicini, in modo che Luca potesse senza problemi passargli il compito.Io non potevo sopportare una simile situazione e così mi ero fermata a parlare con Luca nel corridoio, vicino alla sala professori.
- Luca devi ribellarti! Gianni non può trattarti così. Non è giusto per te e anche verso di noi. Quel bullo non può farla franca anche stavolta.
- Ma Crizia, non posso far sbagliare il compito a Gianni – aveva risposto Luca, letteralmente terrorizzato – Lui é molto più forte di me e, se si arrabbiasse, me la farebbe pagare cara.
- Allora, se non puoi usare la forza, usa l'intelligenza – dissi esasperata – Forse c'é un modo per dare una lezione a quel prepotente ...
Ma avevo dovuto interrompermi perché, ora che ve lo sto raccontando me lo sono ricordata, il professor Paletti, quello di fisica, era uscito dalla sala professori e noi dovevamo correre in classe. Così non avevo potuto sentire la risposta di Luca.
Il giorno dopo c'era il compito di fisica. Contrariamente alle aspettative di tutti, il professor Paletti non aveva cambiato posto ai ragazzi come faceva di solito e Luca e Gianni erano rimasti in fondo e vicini, come Gianni sperava. Inutile dire che con il suo aguzzino così vicino, Luca non poteva rifiutare di passargli il compito.
Ma all’uscita, dopo aver consegnato, ecco Luca arrivare di corsa, eccitatissimo:
- Ce l'ho fatta, Crizia! Mi sono ribellato e gliel'ho fatta pagare a quel prepotente!
-Hai rifiutato di passare il compito a Gianni?
- No, ho fatto di meglio usando il cervello come avevi detto tu. Alcuni errori li ho inseriti volutamente nel mio, mentre a lui ho passato un compito perfetto! Il migliore che io abbia mai fatto ... così tutti si renderanno conto che non é farina del suo sacco! Il professore non gliela farà passare liscia, mentre lui non potrà comunque incolparmi di niente!
Hai capito il bravo Luca! Chi l’avrebbe detto che fosse così furbo?
Ma sapete invece cos’è successo? Il professor Paletti ci cascò in pieno e, con stupore di tutti, dichiarò che non solo Gianni aveva fatto il compito migliore di tutti, ma proprio per questo era stato scelto da lui e dal Consiglio d’Istituto a rappresentare la scuola nel prossimo concorso di fisica interscolastico.
Alla notizia, Gianni era letteralmente sbiancato! Una una vera tragedia per lui che, di colpo, si trovava nella condizione di fare una figuraccia di fronte a tutti, compreso suo padre. E non poteva neanche prendersela con Luca che, dopotutto, gli aveva passato il compito giusto.
A Gianni non restava che una cosa da fare per salvare la faccia: mettersi a studiare come un matto per recuperare il tempo perduto. E sapete cosa gli è venuto in mente? Chiedere a me a Luca di aiutarlo a ripassare, anzi a studiare proprio, visto che non l’aveva mai fatto prima!
Lui e luca sono venuti una sera a casa mia a propormi la cosa. Io non volevo saperne, ma Gianni era proprio disperato e mi guardava come un cane bastonato, mentre Luca, che ha davvero un cuore d’oro, ha fatto di tutto per convincermi. Alla fine ho ceduto a ho accettato di aiutarli. Sapete come sono fatta, se qualcuno è in difficoltà e chiede aiuto, non riesco a dire di no.
E’ stato un tour de force incredibile durato quattro intere settimane.
Gianni veniva a casa mia con Luca tutti i pomeriggi e in tre studiavamo la fisica come non abbiamo mai fatto prima. Poi facevamo a Gianni mille domande per verificare cosa aveva imparato. Devo dire che, non conoscendolo bene, lo avevo giudicato male.
Gianni è veramente un ragazzo intelligente, capisce tutto al volo ed é anche gentile, allegro, simpatico e spesso galante. Ora capisco perché ha tanto successo con le ragazze… confesso che ci ho fatto un pensierino anch’io.
Ma non c’era tempo per altre distrazioni, dovevamo studiare e basta!
Insomma, finalmente posso dire che Gianni si era reso conto che soltanto con il lavoro e la fatica si possono ottenere le cose più importanti e che solo quello che ci conquistiamo da soli é veramente nostro.
La storia finisce qui: Gianni si é comportato bene, al concorso, e anche se non lo ha vinto, arrivando terzo, ha fatto comunque un'ottima figura e ha dato lustro alla scuola e sincera soddisfazione a suo padre.
Luca lo ha aiutato ancora (a studiare anche le altre materie, ma questa volta volontariamente) così lui e Gianni sono diventati amici e, incredibilmente, adesso studiano sempre insieme, oltre ad uscire per le serate in pizzeria o in discoteca. Offre sempre Gianni, naturalmente.
Quanto al professor Paletti , un giorno che ci é passato vicino mentre eravamo in gruppo, si é fermato e ha battuto una mano sulla spalla di Luca, osservandolo con un sorriso compiaciuto: La tua intelligenza é la tua vera forza, ragazzo mio – ha detto – bravo!
FINE

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