La guerra delle lacrime - Cap. 3

 Capitolo 3

Nel quale si guardano più da vicino gli avversari
dei nostri Angeli Custodi e, in particolare, quelli più pericolosi.


Si sa, quando qualcuno canta vittoria, da qualche parte qualcun altro si rode e tra i Diavoli, anche a causa dell'impresa del reparto SOS Junior che si era appena conclusa, l'atmosfera del Consiglio di Amministrazione Lacrime sapeva decisamente di zolfo.

Il Diavolo Capo Dipartimento era furioso. «La raccolta di lacrime non è quella che potrebbe essere ed è notevolmente inferiore agli obiettivi - gridava stringendo i pugni e agitandoli rudemente davanti ai membri del consiglio, ammutoliti e vergognosi - occorre incrementare le occasioni di scontro, ci vuole più cattiveria, più violenza diffusa e, lasciatemelo dire, anche più intelligenza e creatività... anche se occorre sempre stare attenti a non esagerare!»

E la mente di tutti andò a circa settant'anni prima quando, proprio per l'azione sconsiderata di alcuni diavoli, scoppiò addirittura una guerra mondiale e le lacrime furono talmente tante da intasare i centri di raccolta. Uno spreco enorme e insensato che portò poi ad un tale mutamento di fronte da parte degli umani da avere un periodo di pace enormemente lungo con un saldo negativo in fatto di lacrime addirittura biblico.

«No, no, no - continuava il Diavolo Capo - qui ci vogliono cattiveria e dolore dosati ad arte, ma sostenuti con una continua determinazione che ...»

Il Diavolo Capo non fece in tempo a finire che si udì un boato terribile, mentre sul pavimento si apriva una mostruosa voragine che eruttava fuoco e fiamme.

Poi, tra la sorpresa generale, ecco emergere dal fumo e dai vapori di zolfo la figura torreggiante di un diavolo enorme, nero, infuocato e ghignante che si chinò rigidamente verso l'assemblea, con il volto sinistramente illuminato dalle fiamme e atteggiato ad un sogghigno veramente diabolico.

Era il terribile Zulfur, proprio il diavolo a capo del gruppo che aveva scatenato a suo tempo la seconda guerra mondiale e che, dopo una effimera impennata di lacrime, aveva provocato la peggiore crisi aziendale che l'Inferno avesse mai conosciuto. Proprio per questo Zulfur era stato relegato nel profondo nell'inferno, dove si trovava da tempo.

Tuttavia, poco prima, era successo un fatto nuovo e imprevedibile che aveva sconvolto l'organigramma delle Basse Sfere. Il Capo Diavolo Maggiore, che aveva punito Zulfur e che capeggiava la fazione più favorevole ad un approccio soft verso gli umani e le loro cattiverie, e che era stato finora quello che, forse impropriamente, si dice “un buon diavolo”, aveva avuto seri problemi di salute (si parlava addirittura di una allergia alla fuliggine) e aveva dovuto ritirarsi. La strada si era quindi aperta per tutti gli altri più arrivisti e sbrigativi, finora rimasti bloccati nelle carriere.

In un'atmosfera di rivalse, vendette e ripicche che avevano reso l'ambiente più infernale che mai, il capo della fazione catastrofica aveva fatto un importante passo avanti, era riuscito a chiamare a sé altri come lui ... e alla fine anche Zulfur era stato riabilitato e ora rieccolo qua, pronto a ricominciare e a recuperare il tempo perso.

A dire la verità, la figura torreggiante di Zulfur era tutta artificiale e merito di un involucro, un esoscheletro che serviva ai diavoli per fare scena soprattutto nelle loro apparizioni agli umani. Infatti quando il Diavolo Capo si spazientì chiedendo cos'è quella pagliacciata, il megadiavolo che era salito dalla fossa sul pavimento si bloccò in posizione un po' sbilenca, per poi aprirsi sul davanti e rivelare una scala pieghevole lungo la quale scese il grosso, ma più normale Zulfur. Il diavolo torreggiante, insomma, era niente di più che una specie di enorme pupazzone di carnevale, che però era servito a Zulfur per fare l'entrata ad effetto che gli serviva per impressionare il Consiglio di Amministrazione Lacrime e per ottenere facilmente l'attenzione di tutti.

«Sono il nuovo Capo Settore Produzione e Nuove Strategie - tuonò Zulfur mostrando il distintivo di fresca nomina e guardandosi intorno con sguardo trionfante - ho idee rivoluzionarie e innovative e stavolta non fallirò nell'impresa di trasformare finalmente il mondo in una Valle di Lacrime!»

E, di fronte all'assemblea ormai completamente catturata, Zulfur continuò con un ghigno veramente diabolico:

«Elimineremo dalla terra tutti gli animali da compagnia, cani, gatti, canarini, cavalli, pitoni, ecc. che allietano la vita degli umani. Senza più quelle fonti di affetto e di conforto la gente diventerà tristissima e piangerà miliardi di lacrime che nessuno potrà consolare.»

I diavoli scoppiarono in una ovazione generale. Finalmente un'idea vincente, non traumatica e imprevedibile come una guerra mondiale (oh no, Zulfur aveva imparato la lezione) ma un'azione subdola e strisciante tipica di una vera mente infernale e capace di creare dolore e lacrime per moltissimo tempo e magari nell'indifferenza generale di chi non ha mai amato un animale, o conosciuto l'amore di un cane o la dedizione di un cavallo.

Insomma Zulfur aveva colpito nel segno e stavolta erano tutti, ma veramente tutti dalla sua parte. Quando poi uno dei presenti obiettò che i diavoli non avevano una gran capacità di farsi ubbidire dagli animali, per cui probabilmente sarebbe stato difficile allontanarli dagli umani, Zulfur ebbe buon gioco nel rivelare qualche dettaglio del suo progetto.

«Non agiremo direttamente - dichiarò con l'aria di sufficienza di chi è convinto di aver veramente pensato a tutto - ci appoggeremo ad un umano che crede di avere un'ottima ragione per agire secondo i nostri scopi. Gli faremo eliminare gli animali in un'area ristretta per verificare la bontà della nostra strategia e dopo estenderemo l'azione su scala mondiale!»

L'umano cui si riferiva Zulfur era un certo Agelao Cordifer, un riccone che viveva da solo in una grande villa fuori città. Un uomo solitario e triste che aveva sofferto terribilmente quando era morto il suo cavallo preferito.

L'uomo aveva subito un vero trauma tanto da fargli odiare tutti gli animali da compagnia e da decidere (ovviamente consigliato dal bravo Zulfur che gli sussurrava nell'orecchio e che per questo si era mobilitato personalmente) di eliminare tutti gli animali di compagnia della regione «...perché la gente deve imparare a vivere senza di loro, in modo che nessuno debba più soffrire come ho sofferto io!»

Insomma, anche se apparentemente per troppo amore, il piano di Cordifer andava nella stessa direzione voluta da Zulfur, che per questo lo aveva scelto.

Su consiglio di Zulfur, quindi, Cordifer aveva ingaggiato uno scienziato perché costruisse una macchina chiamata “Il pifferaio magico” in memoria di una celebre fiaba. Essa infatti era stata concepita per agire con lo stesso sistema, anche se supportato dalla tecnica moderna. La macchina avrebbe dovuto azionarsi autonomamente nel momento di luna piena (in cui gli animali sono particolarmente sensibili) generando una serie di suoni e melodie capaci di incantare tutti i tipi di animali domestici e attirarli a sé. Poi, radunatili tutti, li avrebbe guidati verso una enorme scogliera sull'oceano trascinandoli con sé tra i flutti.

Effettuato l'esperimento su scala locale e verificatone il funzionamento, Cordifer avrebbe poi finanziato la costruzione di migliaia di altre macchine da seminare in tutte le parti del mondo per completare il suo piano (e quello di Zulfur).

Lo studioso a cui Zulfur aveva pensato era un certo Victor Von Follen, uno scienziato pazzoide appena uscito dal manicomio criminale dove aveva appena scontato una lunga pena per esperimenti illegali sugli animali selvatici (si dice che avesse tentato di incrociare un elefante con una gallina per ottenere polli grandi come cavalli. Ma aveva ottenuto, invece, elefanti grandi come capre e per di più dotati di piume. Una cosa veramente sconcertante).

In ogni caso, quando lo scienziato era uscito dal carcere, aveva trovato ad attenderlo la limousine di mister Cordifer che lo attendeva per portarlo alla sua villa in campagna, un posto isolato e sicuro dove lo scienziato avrebbe potuto realizzare il nuovo folle progetto senza essere disturbato.

Ovviamente, grazie all'intervento di Zulfur in persona, gli angeli custodi di Cordifer e dello scienziato erano stati da tempo legati e imprigionati dai diavoli in un sotterraneo della villa perché non interferissero con le mire di Zulfur.

«Ah! Ah! Ah! - sogghignò soddisfatto il dottor Von Follen, osservando la macchina che prendeva forma al centro del laboratorio e parlando con il suo accento molto singolare - Stavolta non fallirò e otterrò finalmente il nobel dell'orrore che è stato mancato per un pelo da mio padre. Io, Victor Von Follen, riuscirò dove tutti quelli della mia famiglia hanno fallito!»



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