Robin & Mary - La Maschera Magica - Cap. 4



Essendo in grado di vedere la memoria delle cose, grazie ad una specie di ipnosi, Mary ha rivissuto i tragici avvenimenti legati ad una misteriosa maschera magica che ci ha portati tutti in Africa, all'epoca della schiavitù e alle terribili incursioni dei negrieri come Aguirre Farabudos. Laggiù abbiamo vissuto una grande avventura e conosciuto le vicende della dolce Isabella...

Immagine Fissa


Fra Tenaglia, Fra Mirtillo e Robin la scrutavano preoccupati, chiedendole se andasse tutto bene. Mary rispose di sì, che stava benissimo, ma che era un peccato che la ricostruzione fosse cessata proprio nel momento più emozionante...

Robin si affrettò a minimizzare. Sì, avevano ascoltato tutto e certamente Mary aveva ricostruito una storia plausibile sulle origini della misteriosa maschera.
Ma era la storia giusta o si era trattato solo di fantasie? E poi come faceva a sapere la maschera cosa si erano detti Isabella e Robin al chiaro di luna?
Robin, rivolgendosi polemico a Mary, dichiarò che, secondo lui, tutta la storia se l'era inventata lei.

- Io ho "sentito" che le cose sono andate proprio così! - dichiarò lei serafica - Mi sembrava proprio di essere lì. Perché no?

👇 MODIFICA IL LINK DELL'IMMAGINE E LA LARGHEZZA IN % NELLA PRIMA RIGA 👇

Immagine Fissa
Fra Tenaglia e Fra Mirtillo erano anche loro perplessi, ma tutto sommato non escludevano che le cose fossero andate proprio così. Mary era certamente in trance e non cosciente, quando raccontava.

Il racconto sembrava plausibile, molte cose coincidevano con la storia della tratta degli schiavi in quelle regioni e a quel tempo. Loro lo sapevano perché erano stati missionari e avevano studiato a lungo quelle tragedie.

Decisero comunque di fare altre indagini, mostrando una foto della maschera ad un esperto studioso africano, che forse poteva garantirne l’autenticità.

La risposta dell’esperto fu assolutamente entusiastica: non solo la maschera era autentica ma sembrava proprio una maschera sacra di cultura Bijagó. L’esperto confermò anche episodi di razzie proprio sulla foce del fiume dove, secondo documenti dell’epoca, si trovava una piccola colonia portoghese.

La maschera era preziosa e molto importante per gli abitanti di quella zona, un raro reperto archeologico che bisognava assolutamente restituire ai legittimi proprietari.

Robin e Mary decisero che lo avrebbero fatto al più presto, recandosi nella lontana Guinea per portare non solo la maschera, ma anche e soprattutto i soldi raccolti con la vendita di beneficenza. Contemporaneamente avrebbero ottenuto il materiale per un importante articolo per il giornale che, per questo avrebbe pagato le spese del viaggio. I tre ragazzi Ali

👇 MODIFICA IL LINK DELL'IMMAGINE E LA LARGHEZZA IN % NELLA PRIMA RIGA 👇

Immagine Fissa
Ma intanto in casa di Losco Farabutti era scoppiato l'inferno.

Dopo aver scoperto la sparizione della maschera e una solenne litigata con la moglie (ma non più di tanto, perché in fondo era lei che aveva i soldi e Losco, con numerose speculazioni in corso, non poteva certo inimicarsela troppo) Losco aveva deciso di ricomprarla alla mostra di beneficenza che stava per partire al Convento di Colleverde.

Ma il suo segretario e consigliere Ruffio Lecconi obiettò di fare attenzione: se avessero mostrato di desiderare proprio quella, avrebbero capito che per loro aveva un grande valore e avrebbero potuto aumentare il prezzo.

Losco ne convenne, per cui mandò Ruffio a fare per lui quella commissione, agendo con cautela.

👇 MODIFICA IL LINK DELL'IMMAGINE E LA LARGHEZZA IN % NELLA PRIMA RIGA 👇

Immagine Fissa
Ruffio si recò alla sede della mostra ma non vide la maschera (lui non sapeva che era stata presa da Robin e Mary e messa al sicuro). Però siccome la vendita non era ancora cominciata, pensò che la maschera fosse senz'altro da qualche parte nascosta tra la merce. Così, per mascherare il suo vero interesse, fece un'offerta per tutta la mercanzia in blocco che i ragazzi non potevano rifiutare: 30.000 euro, prendere o lasciare.

In effetti era una cifra superiore ad ogni più rosea aspettativa e i ragazzi accettarono entusiasti. La vendita di beneficenza finì ancora prima di cominciare.

Mentre Ruffio era impegnato nel portarsi via i numerosi scatoloni di cianfrusaglie appena acquistati, i ragazzi corsero da Robin con i soldi. 

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Robin e Mary fecero grande festa ai ragazzi per quel colpo di fortuna, quindi decisero di partire senza indugio per la Guinea Bissau, portando con loro anche Alì, Alex e Giada che erano stati i più attivi e volonterosi tra quelli che avevano raccolto gli oggetti per il mercatino e che avevano concluso l'affare migliore vendendo tutto in blocco.

Mentre l'aereo con Mary, Robin e i ragazzi era già decollato, a casa sua Losco Farabutti aveva aperto tutti gli scatoloni portati da Ruffio, senza però trovare la maschera.

Accorgendosi di aver acquistato un pugno di mosche andò nuovamente su tutte le furie. La moglie Vanesia, invece, trovandosi il soggiorno pieno della peggiore serie di cianfrusaglie immaginabili, svenne in tronco per l’emozione. E poi qualcuno dice che il karma non esiste? Certe volte esiste, eccome!

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Dove poteva essere la maschera? Losco doveva assolutamente recuperarla se voleva che i suoi affari continuassero ad avere fortuna.

Fortunatamente il professor INVIDIO COPIONI, suo tecnico di fiducia e dedito a tempo pieno allo spionaggio del Convento, aveva intercettato una telefonata che rivelava come Robin e compagni, e la maschera, fossero in volo verso la Guinea.

Poiché Losco non poteva fidarsi dell'inetto Ruffio Lecconi, eccolo quindi chiamare la malfamata Banda Volponi, mercenari sempre pronti a qualsiasi malaffare, affidando loro l'incarico di partire per l'Africa e recuperare la maschera una volta per tutte.

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Intanto Robin e Mary erano già arrivati in Guinea Bissau e, guidati dai membri dell'Unicef che in quella terra avevano una base importante, scoprirono le difficoltà in cui versava la gente di laggiù, ma anche le numerose iniziative in corso per migliorare la vita di quelle popolazioni.

Mary e i tre ragazzini, in particolare, oltre a conoscere di persona i giovani componenti di Radio Bombolom, scoprirono quanto fosse importante per quei ragazzi andare a scuola.

Istruirsi infatti, significava per quei bambini vivere meglio tutti i giorni (poter leggere le istruzioni delle medicine, per esempio, letteralmente salvandosi la vita) ma anche e soprattutto avere una speranza per il futuro.

Uno dei bambini neri e simpaticissimi che lavoravano alla radio dichiarò con orgoglio che avrebbe studiato moltissimo e da grande sarebbe diventato ingegnere. Avrebbe costruito strade, dighe e palazzi per il suo paese, così tutti avrebbero vissuto meglio!

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Decisamente Alì, Alex e Giada non avevano mai considerato cosa significasse andare a scuola da quel punto di vista. Non era più un fastidioso dovere spesso imposto dai genitori, ma uno strumento di riscatto e di miglioramento insostituibile.

Forse anche l'Africa aveva qualcosa da insegnare a loro.

Ma intanto era arrivata in zona anche la Banda Volponi che si aggirava per il paese in cerca della maschera. Casualmente i ragazzi li videro e capirono le loro intenzioni, correndo ad avvertire Robin.

Questi ebbe un'idea e, recandosi da un artigiano del luogo, gli fece scolpire una copia della maschera (Robin ne aveva diverse foto sul cellulare), per rifilare quella falsa ai banditi e così toglierli di mezzo.

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Robin dichiarò sorridendo all’artigiano che quegli stranieri gliel'avrebbero pure pagata bene, non accorgendosi che anche l'artigiano della bottega accanto aveva sentito le sue parole. I due artigiani, ognuno per conto proprio, si misero alacremente al lavoro con martello e scalpello, non sapendo però di essere spiati da altri, insospettiti da tutto quel martellare.

Qualche ora dopo nei paraggi arrivò la Banda Volponi con in mano la foto della maschera che dovevano recuperare. Figuriamoci il loro entusiasmo quando videro un indigeno (il primo artigiano contattato da Robin) passare "casualmente" trasportando proprio la maschera che stavano cercando.

Lo fermarono di brutto e gliela comprarono a caro prezzo.

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video
Stavano per tornare all'aeroporto quando incontrarono un altro indigeno con un'altra maschera simile, e poi un altro e un altro... la questione della maschera preziosa si era diffusa e tutti gli abitanti della zona, tutti esperti intagliatori, si erano messi al lavoro con lo stesso obiettivo.

Non avendo mai visto da vicino la maschera vera e non sapendo cosa fare, i tre della Banda Volponi telefonarono a Losco il quale, non potendo sapere qual era quella buona, ordinò loro di comprare tutte le maschere simili che trovavano, a qualsiasi prezzo.



La storia finì così, con i componenti della banda Volponi impegnati a caricare su un camion il gran numero di mascheroni (tutti uguali a quello della foto e scolpiti in molte copie da tutti i numerosi artigiani del luogo). L’economia generale ne trasse un considerevole miglioramento. Inutile precisare che la vera maschera sacra era al sicuro nella cassaforte della polizia locale.

- Si può dire che la maschera sacra ha ricominciato a portare fortuna ai suoi legittimi proprietari - commentò soddisfatto Robin, mentre con Mary e i ragazzi tornava verso l’aeroporto - Grazie al talismano recuperato e all'aiuto di tutte le persone di buona volontà, quella gente potrà finalmente riavere un po' di speranza per il futuro.

👇 IMPOSTA: data-modalita ("click"/"scroll"), data-ritardo, data-loop ("si"/"no"), LINK VIDEO E % LARGHEZZA 👇

Poster Video



FINE










Riferimenti storici e considerazioni varie.

1
Radio Bombolom esiste veramente, è gestita da bambini ed è stata resa possibile dal sostegno dell'Unicef della Guinea Bissau.



2
L'affermazione di Vasco De Amaral davanti all'intrusione di Aguirre Farabudos contiene una profonda verità che molti non considerano, quando giudicano l'arretratezza dell'Africa una colpa della poca volontà degli Africani.

Secondo John Reader (Africa, Biografia di un continente – Mondadori 2001 – Pag. 349 e seguenti):

“... I dati dimostrano che, a causa della tratta degli schiavi, l'Africa a sud del Sahara e a nord del Limpopo non registrò alcun incremento di popolazione tra il 1750 e il 1850; è inoltre probabile che nello stesso periodo il dieci per cento della popolazione, tra i 6 e i 7 milioni di persone, fosse ridotta in schiavitù per soddisfare le richieste dei negrieri ... nel 1850 la popolazione avrebbe dovuto essere di 70 milioni, il 40 per cento in più della cifra effettiva.”



3
L'importanza dell'Africa nella scena mondiale è sempre stata alterata anche dalle semplici carte geografiche.

Nella proiezione di Mercatore, infatti, usata nella quasi totalità delle carte geografiche scolastiche, le dimensioni della parte nord del mondo sono artificiosamente ingrandite. Il polo nord, per esempio, si estende per tutta la larghezza della carta, mentre in realtà è idealmente un punto.

Questo ha creato l'illusione che gli stati del Nord del mondo fossero paragonabili per dimensioni all'Africa, giustificandone “il peso” sulla scena internazionale (e il loro dominio sulle popolazioni nere).

Invece l'Africa è molto più grande al confronto con gli altri continenti, tanto che essa potrebbe agevolmente contenere gli Stati Uniti, l'India, l'Argentina, l'Europa, la Cina e la Nuova Zelanda messe insieme.

Solo che a fronte di una popolazione di tutti questi paesi di 3 miliardi e 221 milioni (nel 1986), l'Africa ne contava solo 748 milioni.




4
Nota di colore (esoterica): Nel linguaggio del paranormale e della parapsicologia, la parola "psicometria" viene usata (in modo improprio rispetto alla scienza) per definire la presunta capacità di alcuni medium di "leggere" la storia, i ricordi o le emozioni legati a un oggetto inanimato semplicemente toccandolo.

"Gli oggetti hanno una memoria? Possono assorbire le emozioni di chi li ha toccati o vissuti?"

Nel racconto che avete appena letto, Mary utilizza una particolare facoltà per ripercorrere le vicende legate alla misteriosa maschera africana. Ma cos'è davvero la Psicometria e su quali concetti si basa?

A. Il significato scientifico

Nel mondo accademico e della psicologia ufficiale, la psicometria (dal greco psyche = anima e metron = misura) è la disciplina scientifica che si occupa della misurazione delle facoltà mentali.

È il ramo della scienza che progetta i test d'intelligenza, i test attitudinali e le valutazioni della personalità, cercando di applicare formule matematiche e statistiche a concetti immateriali come la memoria, il carattere o il quoziente intellettivo.

B. Il significato "esoterico" e paranormale

Nel linguaggio della parapsicologia e della ricerca psichica (sviluppatasi a partire da metà Ottocento), la parola viene usata in un senso del tutto diverso. È la presunta capacità di un individuo "sensibile" di leggere la storia, le emozioni e i ricordi associati a un oggetto inanimato semplicemente toccandolo o tenendolo tra le mani.

L'origine del termine: Fu il medico americano Joseph Rodes Buchanan a coniare questa accezione nel 1842, sostenendo che ogni oggetto materiale conserva un'impronta o una "fotografia psichica" degli eventi di cui è stato testimone.

C. La spiegazione della storia: La "Memoria delle Cose"

Per dare al racconto una cornice logica e plausibile, la storia si rifà agli studi esoterici sulla "memoria della materia" e sull'uso dell'ipnosi:

Lo stato di trance: L'ipnosi non "crea" la visione, ma serve ad azzerare le distrazioni del presente e a sublimare i sensi del soggetto.

La proiezione della mente: Poiché la mente di chi va in trance non può conoscere i volti reali delle persone vissute secoli fa (come i protagonisti della vicenda del 1562), il cervello del "sensibile" compie un'operazione di traduzione logica: utilizza i volti e i ricordi delle persone che conosce nel presente (amici, conoscenti o nemici) per impersonare gli attori di quella drammatica storia passata.

Una spiegazione affascinante che dimostra come anche le teorie più bizzarre, se affrontate con rigorosa coerenza logica, possano trasformarsi in un formidabile motore per l’avventura.


5
Nota sulla tratta degli schiavi.

Nel 1560 il Nuovo Mondo era già stato devastato da un vero e proprio collasso demografico causato dalle epidemie, ed è proprio questo il motivo scatenante e "spietato" che rese la tratta transatlantica degli schiavi africani un affare gigantesco.

Ecco il quadro storico e concettuale per far capire al lettore il perché di questa necessità:

A. Il Crollo Demografico degli Indigeni (L'Ecatombe)

A partire dal primo contatto (1492) e con le conquiste degli anni '20 e '30 del Cinquecento (Cortés in Messico, Pizarro in Perù), gli europei portarono involontariamente virus e batteri verso i quali le popolazioni native non avevano alcuna difesa immunitaria:

Le malattie killer: Vaiolo, morbillo, tifo, influenza e peste.

I numeri: Si stima che tra il 70% e il 90% della popolazione indigena sia deceduta nell'arco di appena due o tre generazioni. In molte isole dei Caraibi (come Hispaniola e Cuba), la popolazione nativa era praticamente estinta già prima del 1550.

Il lavoro nei campi e nelle miniere: I pochi indigeni sopravvissuti, già indeboliti dalle epidemie, venivano sottoposti ai ritmi disumani del sistema dell'Encomienda (nelle piantagioni di canna da zucchero e nelle miniere d'argento come Potosì), accelerandone la scomparsa.

B. Le Leggi di Protezione (La scappatoia legale)

Proprio intorno alla metà del '500 accade un fatto storico fondamentale: grazie alle denunce di frati come Bartolomé de Las Casas, la Corona Spagnola emana le Leyes Nuevas (1542).

La Spagna vieta (almeno sulla carta) la schiavitù degli indigeni americani, riconoscendoli come "sudditi" da convertire.

Questo creò un paradosso terribile: mentre gli indigeni americani venivano protetti per legge, non esisteva alcuna tutela per le popolazioni africane.

C. La "Soluzione" della Tratta Africana

I conquistadores e i coloni (spagnoli e portoghesi) si trovarono così tra le mani terre vastissime e ricchissime di risorse (zucchero, oro, argento, cacao), ma senza più forza lavoro per sfruttarle.

La richiesta di manodopera africana divenne quindi una pressante necessità economica per tre ragioni:

Resistenza alle malattie: Gli africani avevano sviluppato anticorpi contro molte patologie del Vecchio Mondo (compresa la malaria e la febbre gialla, già presenti nei climi tropicali).

Competenza agricola e mineraria: A differenza degli indigeni caraibici, molte popolazioni dell'Africa occidentale avevano una lunga tradizione nell'agricoltura intensiva e nella lavorazione dei metalli.

Il profitto dell'Asiento: Il commercio degli schiavi divenne un monopolio statale (chiamato Asiento in Spagna) incredibilmente redditizio, gestito da mercanti e trafficanti senza scrupoli.



6
Grazie a storie come questa i ragazzi potranno capire anche come il fumetto o il racconto di evasione possano essere anche un valido strumento di apprendimento.

Questo mi sta particolarmente a cuore perché, soprattutto in Italia, il fumetto è visto genericamente come una “cosa da bambini” e non una vera e propria forma di letteratura, come è considerato per esempio in Francia. Questo è anche colpa di noi autori, naturalmente, che spesso trattiamo il fumetto con troppa leggerezza, senza preoccuparci di quello che andiamo a dire ai nostri giovani lettori.

E anche di molti Editori che, inseguendo solo il profitto, non si preoccupano molto dei contenuti, o inseguono solo quelli di moda o di cassetta (per esempio la violenza gratuita, l'erotismo, il supereroismo, ecc.).

Insomma, il fumetto è (o può essere) una cosa molto seria e uno strumento particolarmente efficace e moderno in una civiltà come la nostra dove il racconto e l'informazione arrivano sempre di più attraverso le immagini, piuttosto che con le parole.





Grazie per essere arrivati fino a qui.


Commenti